Perché i container Proxmox sono la soluzione migliore

One Web Office La ”Differenza è nell'integrazione”

Perché i container Proxmox sono la soluzione migliore

Quando si progetta l’infrastruttura per un applicativo gestionale, spesso si tende a pensare al server come a un unico grande contenitore: sistema operativo, applicazione, database e documenti tutti sullo stesso disco.

Per applicazioni come OneWebOffice, però, questo approccio può diventare rapidamente un limite.

OneWebOffice è una piattaforma che integra archiviazione elettronica, gestione documentale, server email e CRM. In questo tipo di ambiente la quantità di dati può crescere enormemente: per alcuni clienti l’archivio può arrivare tranquillamente all’ordine dei terabyte, soprattutto considerando email, allegati e documenti PDF.

Per questo abbiamo scelto un’architettura che separa in modo netto computazione e storage:

Proxmox + container Linux per applicazioni e database
NAS per lo storage dei file

Perché utilizzare i container Linux di Proxmox?

I container Linux (LXC) permettono di virtualizzare l’ambiente applicativo senza introdurre l’overhead tipico di una macchina virtuale completa.

Questo significa poter dedicare container separati alle diverse componenti del sistema:

  • applicazione web
  • database
  • servizi email
  • servizi di elaborazione
  • eventuali componenti aggiuntivi

Ogni servizio ha il proprio ambiente, le proprie risorse e il proprio ciclo di vita.

Il vantaggio è soprattutto nell’amministrazione.

Se dobbiamo intervenire sull’applicazione, non è necessario mettere mano all’intero server.

Se dobbiamo aggiornare un componente, possiamo lavorare sul relativo container.

Se un servizio presenta un problema, il resto dell’infrastruttura rimane isolato.

E soprattutto, backup, ripristino, migrazione e clonazione diventano molto più semplici.

Ma il vero punto è separare applicazione e dati

Per OneWebOffice questa separazione è ancora più importante.

Il database e l’applicazione hanno bisogno principalmente di:

CPU, RAM e I/O veloce.

Email, allegati e PDF hanno invece bisogno soprattutto di:

capacità, affidabilità e gestione efficiente dello storage.

Sono esigenze completamente diverse.

Perché quindi far convivere tutto sullo stesso storage?

La nostra scelta è quella di utilizzare il server Proxmox per la parte computazionale e un NAS dedicato per la parte documentale.

Sul Proxmox risiedono i container Linux che eseguono l’applicazione e il database.

Sul NAS vengono invece memorizzati i file: in particolare email, allegati e documenti PDF.

In questo modo possiamo far crescere lo storage senza dover necessariamente modificare l’infrastruttura applicativa.

Un cliente può arrivare a diversi terabyte

Questo aspetto è fondamentale.

In un normale gestionale, qualche centinaio di gigabyte possono sembrare già una quantità enorme.

In un sistema che gestisce per anni email, allegati, documenti e archiviazione elettronica, la situazione è completamente diversa.

Un singolo cliente può arrivare a occupare terabyte di spazio.

Immaginiamo di avere un server applicativo con dischi estremamente veloci, ma di dover continuamente aumentare la capacità perché l’archivio documentale cresce.

Non è una soluzione particolarmente elegante.

Con la separazione tra computazione e storage, invece, possiamo aumentare la capacità del NAS mantenendo sostanzialmente invariata la piattaforma applicativa.

Anche la manutenzione diventa più semplice

Un altro vantaggio importante è la possibilità di intervenire sulle singole componenti.

Il container dell’applicazione può essere aggiornato o ripristinato indipendentemente dal database.

Il database può avere una strategia di backup specifica.

Lo storage documentale può avere una strategia completamente diversa, magari basata su snapshot, replica o backup incrementali.

Non dobbiamo trattare tutti i dati allo stesso modo perché non tutti i dati hanno le stesse caratteristiche.

E se dobbiamo migrare un cliente?

Anche questo è un aspetto che spesso viene sottovalutato.

Quando applicazione, database e terabyte di documenti sono tutti strettamente legati allo stesso server, una migrazione può diventare un’operazione lunga e complessa.

Con un’architettura separata possiamo ragionare per componenti:

Container → applicazione e database
NAS → archivio documentale

Possiamo quindi spostare, potenziare o sostituire la parte computazionale senza necessariamente dover spostare anche tutto l’archivio.

E viceversa.

Non significa che il NAS sia “un semplice disco di rete”

La parola NAS potrebbe far pensare a un semplice dispositivo utilizzato come deposito di file.

Non è questo il concetto.

Lo storage deve essere progettato con criteri di ridondanza, affidabilità, backup e sicurezza adeguati al valore dei dati che contiene.

Il fatto che i documenti siano separati dal server applicativo non significa infatti che siano meno importanti.

Al contrario.

In un sistema di archiviazione elettronica, quei dati rappresentano una parte fondamentale del patrimonio informativo del cliente.

Proxmox ci permette inoltre di crescere nel tempo

Un altro motivo per cui questa architettura ci piace è la scalabilità.

Possiamo aumentare le risorse dei container quando crescono le esigenze dell’applicazione.

Possiamo creare nuovi container per nuovi servizi.

Possiamo spostare i container su hardware più potente.

E possiamo aumentare la capacità dello storage senza dover riprogettare ogni volta l’intera infrastruttura.

In altre parole, non costruiamo un server. Costruiamo una piattaforma.

Ed è una differenza importante.

La nostra filosofia

Per applicazioni come OneWebOffice riteniamo che la soluzione più efficiente non sia concentrare tutto in un unico server, ma separare ciò che deve essere veloce da ciò che deve essere capiente.

Proxmox e container Linux per la parte computazionale.

Database vicino all’applicazione, su storage performante.

NAS per la grande quantità di dati documentali.

Backup e ridondanza progettati in funzione dell’importanza dei dati.

È un’architettura che ci permette di gestire sistemi che devono rimanere operativi per molti anni e che, soprattutto, devono poter crescere insieme alla quantità di dati dei nostri clienti.

Perché quando si parla di email, documenti e archiviazione elettronica, il problema non è solo dove mettere i dati oggi.

La vera domanda è:

dove saremo in grado di gestire tutti quei dati tra 5, 10 o 15 anni?

Ed è proprio pensando a questa crescita che abbiamo scelto di separare computazione e storage.

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